ANTONIO CERVASIO
VADO A LETTO PRESTO / I’M GOING TO BED EARLY

curated by Italo Bergantini and Gianluca Marziani


May - June 2014
ROOMBERG Project Space - Latina

Il pescatore di sogni, 2014. Acrilico e pastelli ad olio su tela / acrylic and oil pastels on canvas, 90 x 100 cm.

installation view ROOMBERG Project Space, ground floor photo ⓒ Marcello Scopelliti

Balena, 2014. Terracotta dipinta / painted terracotta sculpture, 42x10x25 cm.

da sinistra / from left: La mia bambina, 2013 > Senza titolo, 2012 > Senza titolo, 2011.

Acrilico e pastelli ad olio su tela / acrylic and oil pastels on canvas, cm 80x80 ciascuno / each.

Casetta, 2014. Terracotta dipinta / painted terracotta sculptures, 21 x 15 x 12 cm.

da sinistra / from left: Chapeau, 2012 > Un chilo e cinquecento grammi, 2011.

Acrilico e pastelli ad olio su tela / acrylic and oil pastels on canvas, cm 100x100 ciascuno / each.

Chapeau, 2012. (Particolare / detail).

Senza titolo, 2013. (Particolare / detail).

Senza titolo, 2013. Pastelli su carta / oil pastels on paper, 30x20 cm ciascuno / each.

Tartarughe, 2014.

Trittico in terracotta dipinta / triptych, painted terracotta sculptures cm 10x21x10, cm 4,5x10x5, cm 4,5x9,5x5.

Senza titolo, 2013. Pastelli ad olio su carta / oil pastels on paper, cm 80x59 ciascuno / each.

Senza titolo, 2014. Terracotta dipinta / painted terracotta sculpture, 12 x 20 x 8 cm.

da sinistra / from left: L’altalena 2012 > Un giorno perfetto, 2011.

Acrilico e pastelli ad olio su tela / Acrylic and oil pastels on canvas, cm 120 x 120 ciascuno / each.

Foresta, 2014, polittico in terracotta dipinta / polyptych, painted terracotta sculptures, 27x29x6 cm ciascuna / each.

L’altalena, 2012 (particolare / detail).

Senza titolo, 2014. Terracotta dipinta / painted terracotta sculptures, 25x5x25 cm.

Tampopo, 2012. Acrilico e pastelli ad olio su tela / acrylic and oil pastels on canvas, cm 120 x 120.

Lavagna N.0, 2014. Video (particolare / detail).

I’m going to bed early… said someone into Antonio Cervasio’s ear, suggesting anomalous directions of figuration, indicating surprisingly dizzying heights for a country –Italy- where in the past a lot of painting has preferred the late hours of the night and favoured dynamic comets (futurisms), the moon and the cosmos (metaphysical), the jarring sound of the night (informal), the appearances moving in the dark (surrealisms). Very few artists went to bed early, so as to favour the noblest parts of the day, the Mediterranean sun, the least slanting direction, in order to go beyond the heart of the familiar with its language, its present tense verbs, its pedagogical models.

Gastone Novelli was a solitary star who wrote down fragments of language on the daytime geography of the canvas. Mario Schifano knew the night of painting very well but he did not draw in the hours just after sunrise, when the city awakened from the numbness of the dark… but some happy exceptions remain, that are extended to Gianfranco Baruchello, Pablo Echaurren and few others, all incredibly “diurnal” outsiders.

Cervasio reveals to us today a possible cathartic space of painting: that of notions found again, of memories in the future tense, of a childishness that contains the antidote against the anonymity of the image. A painting that travels through youth with the iconographical order of achieved maturity: and it is demonstrated by the balance of the elements, the severity of the mark, the management, never random, of highly symbolical colour.

I’m going to bed early… this is what Cervasio seems to be telling us from his white world of small gestures, that have the clarity of daytime, the sharpness of the open eye, the sunny poetry of universal notes. Sun, water, courtyards, gardens, swings, pets, fishing rods… and then it becomes dark, tiredness creeps up on the body but the painting has already done its duty… it’s time to sleep.


Vado a letto presto disse qualcuno all’orecchio di Antonio Cervasio, suggerendo direzioni anomale della figurazione, indicando vertigini sorprendenti per un Paese - l’Italia - dove molta pittura del passato ha preferito le ore piccole e ha favorito le comete dinamiche (futurismi), la luna e il cosmo (metafisiche), il rumore stridente della notte (informale), i figuranti che si muovono nel buio (surrealismi). Pochissimi artisti sono andati a letto presto, così da favorire le zone nobili della giornata, il sole mediterraneo, la direzione meno obliqua, così da varcare il cuore del quotidiano coi suoi linguaggi, i suoi verbi al presente, i suoi modelli pedagogici.

Gastone Novelli fu una stella solitaria che appuntava brandelli di linguaggio sulla geografia diurna della tela, Mario Schifano conosceva benissimo la notte della pittura ma non disegnava le ore dopo l’alba, quando la città si ridestava dal torpore del buio… ma restano felici eccezioni, da estendere a Gianfranco Baruchello, Pablo Echaurren e pochi altri, tutti outsider incredibilmente “diurni”.

Cervasio ci rivela oggi un possibile spazio catartico della pittura: quello delle nozioni ripescate, dei ricordi col verbo al futuro, di un infantilismo che contiene l’antidoto contro l’anonimato dell’immagine. Una pittura che attraversa la giovane età con l’ordine iconografico della maturità acquisita: e lo dimostra l’equilibrio degli elementi, il rigore del segno, la gestione mai casuale dei colori ad elevato valore simbolico.

Vado a letto presto… sembra dirci Cervasio dal suo mondo bianco di piccoli gesti che hanno la chiarezza del giorno, la nitidezza dell’occhio aperto, la poesia solare delle note universali.

Sole, acqua, cortili, giardini, altalene, animali domestici, canne da pesca… e poi scende il buio, la stanchezza si arrampica sul corpo ma la pittura ha già fatto il suo dovere… è ora di dormire.

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