L'OCCHIO DELLA TIGRE / THE EYE OF THE TIGER

La pittura ci guarda. Apre le fauci. E fa esplodere la sua pelle... /

Painting watches us. Opens its jaws. And makes its skin esplode...

curated by Italo Bergantini and Gianluca Marziani


EDOARDO BERNARDI

Presented by Fabio Appetito

RENATO RUBINI

Presented by Valentina Gramiccia

ENATALEM D. ZELEKE

Presented by Maria Letizia Bixio


February - March 2012

ROMBERG Arte Contemporanea / 17th Floor

Edoardo Bernardi

Tre giovani proposte pittoriche.

Tre visioni figurative che graffiano, incidono, accumulano, segnano, sporcano…

Tre percorsi dove la pittura grida la sua atemporalità e la sua autonomia profonda.


Il quadro come soggetto intimo, oltre il tempo e lo spazio ma dentro un continuo presente.

La pittura affonda il coltello (pennello) nell’istinto primordiale e fa sentire la sua voce arcaica.


La pittura ci guarda…

Al centro della visione torna immancabilmente Lei, linguaggio al femminile per eccellenza in quanto codice genetico della riproduzione visiva. Pittura che da sempre si trasforma dentro se stessa mentre assimila e metabolizza ogni singolo presente. Pittura dai molteplici codici, modelli e stili, oltre la dimensione del nuovo ma nell’idea ascetica della rinnovabilità implacabile.


Apre le fauci…

Pittura come linguaggio felino: movimenti sinuosi e concentrati, velocità e sintesi, eleganza e aggressività… le fauci si spalancano ed escono fuori i colori della natura viva, le tonalità della lotta, gli impasti della fame atavica, del grido liberatorio, della crudeltà necessaria.


E fa esplodere la sua pelle…

Colore, materia, gesto: tre particelle creative per definire un certo approccio davanti al quadro. Bernardi, Rubini e Zeleke dipingono con rabbia giovane, senza retorica sociale ma con la sacralità della pietas, consapevoli del quadro come ferita sanguinante e al contempo rigenerativa. Guardano la propria umanità da vicino, aderiscono alle pelli ferite e ululanti. Aumentano i formati affinché l’esplosione sia espansa e impattante, cogliendo il fuoco del passato e il giusto imprinting del presente.


L’OCCHIO DELLA TIGRE…

Tre giovani artisti, tre momenti in cui la pittura sceglie fluidità aggressive e dominanti. I loro quadri diventano l’occhio della tigre: istinto puro e controllo, concentrazione davanti alla preda, potenza da scaricare con azioni rapide e dilanianti. La pittura, in fondo, appare sempre più simile alla biologia della natura: e ragiona con passaggi che imitano la rigenerazione implacabile della vita.

Renato Rubini, Enatalem D. Zeleke

Three young pictorial proposals.

Three figurative visions which scratch, cut into, accumulate, mark out, dirty…

Three journeys where painting screams out its atemporality and its profound autonomy.


A picture as an intimate subject, beyond time and space but within a continuous present.

Painting sinks the knife (paintbrush) into our primordial instinct and makes its archaic voice heard.


Panting is watching us…

At the centre of the vision we find Her again, female language “par excellance” as it is the genetic code of visual reproduction. Painting which has always transformed within itself while it assimilates and metabolizes every single present. Painting made up of multiple codes, models and styles, beyond the dimensions of what is new but within the aesthetic idea of implacable renewal.


Open your jaws…

Painting as feline language: sinuous and concentrated movements, speed and synthesis, elegance and aggressiveness… the jaws open and out pour the colours of live nature, the tonalities of the fight, the “impasto” of atavist hunger,the liberating scream,necessary cruelty.


And it makes it skin blow up…

Colour, matter, gesture: three creative particles to define a certain approach to the picture. Bernardi, Rubini and Zeleke paint withyoung anger, without social rhetoric but with the sacredness of the “Pietas”, aware of the picture as a bleeding wound and at the same time a regenerating one. They look at their humanity close up, they adhere to the wounded and howling skins. The formats are increased until the explosion is expanded and drawn out, catching the fire of the past and the correct imprinting of the present.


THE EYE OF THE TIGER…

Three young artists, three moments in which painting chooses an aggressive and dominating fluidity. Their paintings become the eye of the tiger: pure instinct and control, concentration before the prey, the power to release fast and lacerating actions. Painting, basically, appears ever more similar to the biology of nature: it reasons through passages which imitate the implacable regeneration of life.

Edoardo Bernardi

Renato Rubini

Enatalem D. Zeleke

PhotoReload III (Augmented Reality)

curated by Italo Bergantini and Alessandro Trabucco


MATTEO CREMONESI / SILVIO GIORDANO / CLAUDIO SPOLETINI /
ANDREJ MUSSA [Video]


February - March 2012

ROOMBERG Project Space / Ground Floor

Augmented Reality, third stage of the review PhotoReload.

The exhibition presents the photographic work of Matteo Cremonesi, Silvio Giordano,Claudio Spoletini and a video by Andrej Mussa. With the name Augmented Reality we indicate the possibilities offered by digital technology of potentiating effective reality through the use of graphic, audio and video applications and of geographical localization. By the effect of a metaphorical transportation we can adapt this term to that type of photography which tends to give us a vision of reality which has been modified at source, by the addition (augmentation) of information (digital, but also manual or conceptual) which allows it to propose a new and unpublishedvisual experience. 


Matteo Cremonesi portrays a reality which is dominated by gothic atmospheres, places which have been totally abandoned with overhangingskies laden with menacing clouds, but crossed by rays of sunshine which accentuate the sacred symbolism: the main characteristics of Silvio Giordano’s images is their immediate impact, the effectiveness of direct communication, perfectly in line with the necessary visual synthesis which is typical of our times. The artist reflects on current social and political affairs highlighting problems of particular historical urgency; Claudio Spoletini’s approach to reality is “analogical”, in a handicraft sense, with a result which is in perfect symbiosis between what is real and what is artefact, manually inserted by the artist into the scene, small sets with toys integrated by an optical illusion of perspective which annuls the demarcation line between the two different fields of vision. Andrej Mussa uses video as his chosen means of expression, investigating deep inside the most intimate and hidden motions of the soul (feelings, fears, joy, hopes) which are manifested through looks and gestures, ritual superstructures which emphasise and alter the concrete aspect of everyday reality.

Silvio Giordano

Augmented Reality, terza tappa della rassegna PhotoReload.

La mostra presenta i lavori fotografici di Matteo Cremonesi, Silvio Giordano, Claudio Spoletini e un video di Andrej Mussa. Col termine “Augmented Reality”, Realtà Aumentata, si indicano le possibilità offerte dalla tecnologia digitale di potenziamento della realtà effettiva attraverso l’utilizzo di applicazioni grafiche, audio, video e di localizzazione geografica. Per effetto di una trasposizione metaforica, possiamo adattare questo termine a quella fotografia che tende a proporre una visione della realtà modificata alla fonte, cioè con l’aggiunta (aumento) di informazioni (digitali, ma anche manuali o concettuali) in grado di proporne una nuova ed inedita esperienza visiva. 


Matteo Cremonesi raffigura una realtà dominata da atmosfere gotiche, ambienti abbandonati a se stessi sovrastati da cieli carichi di nuvole minacciose, ma attraversate da raggi solari che ne accentuano il simbolismo sacro; la caratteristica principale delle immagini di Silvio Giordano è l’impatto immediato, l’efficacia di una comunicazione diretta, perfettamente in linea con la necessaria sintesi visiva tipica della nostra epoca. L’artista riflette su questioni di attualità sociale e politica mettendo in risalto problematiche di particolare urgenza storica; l’approccio alla realtà di Claudio Spoletini è “analogico”, nel senso di artigianale, con un risultato in perfetta simbiosi tra ciò che è vero e artefatto, inserito manualmente dall’artista nella scena, piccoli set con giocattoli integrati per mezzo dell’illusione ottica della ripresa in prospettiva, che annulla la linea di demarcazione tra i due differenti piani di visione. Andrej Mussa utilizza il video come proprio medium espressivo privilegiato, indagando in profondità quei moti dell’animo più intimi e nascosti (sentimenti, paure, gioie, speranze) che si manifestano attraverso sguardi o gesti, sovrastrutture rituali che enfatizzano ed alterano l’aspetto concreto della realtà quotidiana.

Claudio Spoletini

Matteo Cremonesi

Andrej Mussa

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