SEBASTIANO GUERRERA / ALBERI MAESTRI

curated by Italo Bergantini and Gaia Conti


December 2016 - January 2017

ROOMBERG ROMBERG'S Project Space - Latina

installation view ROOMBERG Project Space (photo © Marcello Scopelliti)

Olmo campestre, 2016 > Bagolaro, 2016 | graphite on paper cm 72x72 each

graphite on paper cm 40x40 each

Piantumazione/3 , 2016 | graphite on paper cm 74x74

Tall, sturdy, enduring, majestic. Trees have been part of our lives since ancient times when, sacred and untouchable, were revered and protected as a manifestation of the divine, energy, masters to which ask for support, relief and inspiration. Plants are extremely powerful beings, in their myth legends of earthly life and sacred experience have been developed. Nature is starring again at Romberg gallery in Latina with the exhibition of the new series of works on paper by Sebastiano Guerrera. 45 trees, thirty small and fifteen large, and 1 map.

In "Alberi maestri", such is the title of the show, the only map on display represents the link leading the older production towards the new ones, it is the matrix of shapes that disengage themselves to live isolated and to be the owners of their own space; by osmosis each tree trunk holds within itself a memory of it, a footage. Each work fosters a high technical quality and a mature honesty: the stroke seems endlessly branching out on the paper as if it were sprouting itself little by little, sometimes feeble sometimes strong, but always confident. Guerrera develops extensive drawing skills featuring a firm stroke and subject, succeeding in impressing with a balanced elegance in composition.

His trees are living, not vegetating, without being intrusive. Oak, beech, chestnut, walnut, birch, hornbeam, and many others. Breathing forces with no frills in which color is not expected. Blank sheet, black pencil. Austerity in a play of solids and voids. Wise and still, the trees develop into an image of a time crystallized by the artist's hand. Trees as a metaphor of poetry that rejects the superfluous and revolves in a central synthesis. An inherent poetry that emancipates for the occasion in the words of the poet Franca Mancinelli, rhymes as fellow travelers crawling among the branches caressing them intimately.

The bare natural architectures of Sebastiano Guerrera appear as visible forms and structures of a private and personal atlas. Single individuals, single men, single stories. "Alberi maestri" is an exhibition successfully rooted into the ground that reaches peaks of intense lyricism, is a continuum that analyzes elsewhere places with a vibrant graphic sign within the boundaries of a clever geography. (Text by Gaia Conti)

Alti, robusti, longevi, maestosi. Gli alberi hanno popolato le nostre vite fin da tempi remoti quando, sacri ed intoccabili, eran venerati e protetti come manifestazione del divino, energia, maestri a cui domandare sostegno, consolazione e ispirazione. Le piante son esseri viventi oltremodo potenti, nel loro mito si sono sviluppate leggende di vita terrena ed esperienza sacra. È la natura a tornare protagonista alla galleria Romberg di Latina con l’esposizione del nuovo ciclo di lavori su carta di Sebastiano Guerrera. 45 alberi, trenta di piccole dimensioni e quindici grandi, e 1 mappa.

In “Alberi maestri”, titolo della mostra, l’unica mappa esposta è proprio il nesso che traghetta le produzioni meno recenti a quelle nuove, è matrice di forme che si svincolano per esprimersi solitarie e padrone del proprio spazio; per osmosi ciascun fusto d’albero ne custodisce in sé un ricordo, una registrazione. Ogni lavoro presenta una qualità tecnica elevata ed una matura sincerità: il tratto sembra non avere un inizio o una fine e si dirama sul foglio come se stesse germogliando lui stesso un poco per volta, a volte lieve a volte deciso, ma sempre sicuro. Guerrera mette in campo delle straordinarie capacità disegnative con una padronanza assoluta del segno e del soggetto, riuscendo a stupire grazie ad una calibrata finezza compositiva.

I suoi alberi vivono, non vegetano, ma senza essere invadenti. La quercia, il faggio, il castagno, il noce, la betulla, il carpino, e molti altri. Sono forze pulsanti senza orpelli nei quali il colore non è contemplato. Foglio bianco, matita nera. Spoliazione in un gioco di pieni e vuoti. Gli alberi, saggi e silenziosi, si fan qui immagine di un tempo che per mano dell’artista viene cristallizzato. Alberi come metafora di poesia che rifiuta l’eccesso e gravita in una sintesi centrale. Una poesia intrinseca che si libera per l’occasione nelle parole della poetessa Franca Mancinelli, frasi che come compagne di viaggio s’insinuano tra le fronde accarezzandole intimamente.

Le nude architetture naturali di Sebastiano Guerrera si mostrano come forme e strutture visibili di un atlante privato e personale. Singoli individui, singoli uomini, singole storie. “Alberi maestri” è un’esposizione felicemente radicata a terra che tocca delle punte di estremo lirismo,è un continuum che analizza luoghi dell’altrove attraverso un segno grafico vibrante entro i confini di un’intelligente geografia. (Testo di Gaia Conti)

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