GIOVEDI 26 NOVEMBRE 2009
ORE 17:00
a cura di Italo Bergantini +
Lorenzo Canova
PERIODO
ESPOSITIVO
26 NOVEMBRE-13 GENNAIO 2010
|
Massimo Livadiotti,
prima di
dire addio a quel giardino che è stato costretto a lasciare,
ha quindi
salvato, conservato e fatto invecchiare dei frammenti di rami degli
alberi che abitavano quel luogo; su quei frammenti ha poi dipinto il
“ritratto” di quegli alberi, presenze care che
rendono unico un
giardino dell’anima per costruire un’installazione
che dia significato
a quella perdita.
Questo gruppo di opere è divenuto così
“Il bosco degli Spiriti” in ricordo anche del
famoso libro “La mia vita nel bosco degli spiriti”
dello scrittore africano Amos Tutuola (che tra l’altro ha
ispirato un famoso disco di Brian Eno e David Byrne) coronando
così un rapporto che ha risvegliato nell’artista
la parte “animista” che si era formata durante la
sua infanzia africana e che ritorna in modi differenti anche nei sei
“Paesaggi” e nelle due “Anime”
della mostra.
|
|
Chiamando “Paesaggi” i volti in primissimo piano di
ragazzi, donne e uomini, annotati durante un lungo viaggio in India,
Livadiotti ha voluto infatti sottolineare simbolicamente che la loro
rappresentazione non è quella di un semplice ritratto, ma quella
del paesaggio segreto dell’anima scoperto dalla forza di
penetrazione della pittura, strumento che non si ferma alle
asperità o alle morbidezze del viso ma che si cala nelle
profondità dietro agli occhi delle persone. Questa serie di
“Paesaggi” composti da volti può divenire allora un
unico paesaggio possibile dell’India, un paesaggio ancora
più eloquente perché formato non da città,
montagne o foreste, ma dalle presenze animiche che abitano e danno vita
a un paese tanto complesso e multiforme. Non a caso le due
“Anime” finali si trasformano nel cuore della mostra
perché inserendo in due tronchi del suo giardino i volti di una
donna e un uomo indiani l’artista tocca il punto più
profondo dell’essenza “animista” di un progetto che
evoca forme archetipe e simboliche tipiche delle più antiche
culture del pianeta. |