VINCENZO MARSIGLIA / ROOM OP

curated by Italo Bergantini and Matteo Galbiati


October – November 2014
ROOMBERG Project Space / Ground Floor

installation view, ROOMBERG Project Space, Ground Floor, photo © Marcello Scopelliti.

Fold Star, 2012/13. Marmo bianco di Carrara / White Carrara marble, ∅ 50 cm.

Superimpose Star Lily, 2003/04. Feltro glitter / Felt glitter, 180 x 240 cm.

Star Stone, 2013/14. Ardesia incisa, 15 elementi / Engraved Slate, 15 elements, 80x180 cm approx.

Psycho Star, 2012/13. Grafite su carta / Graphite on paper, 24 x 36 cm each diptych.

VINCENZO MARSIGLIA (1972) opens the new season of ROMBERG Contemporary Art with an unpublished personal show, an exhibition project especially thought out for this gallery space.


If you know Marsiglia’s work, you can see how his trademark - the star, Marsiglia’s unity, the distinctive logo or however you would define it - has evolved in time, going from an emerging element of his conceptual-abstract painting to a defined autonomous form which gave life to a homogeneous set of work - from sculpture, to painting, from installation to multimedia - that limited the main investigative choice of the artist to a precise element, which is able, however, to infinitely expand the horizons of his vision.

A form which, if applied as an infinitive module, constantly remodels every reflection made in matter as well as in colour: this calibration of the variable and diversified frequency - for materials, colours and consistencies - has produced a work of interactive paintings which represent the very last productive phase of the artist to come to life.

In this exhibition, to demonstrate the ordered and ordering passage of his work, the radical choice was that of not giving the public the latest digital novelties, but instead retracing, with obvious and intentional optical accent, varied in tones of black and white, the experiences of more traditional works and creations like canvases and fabrics, felts, marbles, and slates. In addition to giving a rather exemplifying summary of his crafting capabilities in the most noble and renaissance meaning of the term, Marsiglia grants to the eye, which travels along them in this setting, the possibility to verify the declarative and operative centrality of this particle able to alter and make every material with which it comes into contact susceptible. The experience of the visible, in front of Marsiglia’s work, becomes the matter which is able to expand the enumerated and systematic possibilities of the definition of reality which becomes a parameter in a perennial state of evolving alteration.

On further orientation of this principle, the site specific work, created for the three large windows of the gallery, allows, by binding itself to the transparent mobility of natural, atmospheric and environmental light, to project itself in disturbing geometric shadows which, stretching within the internal space, find a previously unknown dialogue with the exhibited pieces, to stress the logic of the assumptions in the constant renewal of the hic et nunc of the participation of each spectator.

The wide and varied versatility of the complex facets of the artist from Soncino, here richly offered through suggestive and intriguing examples in the ever coherent strength of his language, can find within this exhibition his typical propulsive energy, that, in the suggestion of those conceptual passages that show its way, marks the artistic maturity of Vincenzo Marsiglia.

VINCENZO MARSIGLIA (1972) inaugura la nuova stagione della ROMBERG Arte Contemporanea con un’inedita mostra personale, il cui progetto espositivo è stato pensato appositamente per lo spazio della galleria.


Se si conosce il lavoro di Marsiglia si vede come il suo segno caratteristico - la stella, l’unità Marsiglia, il logo distintivo o come lo si voglia definire - sia nel tempo evoluto, passando da elemento emergente dalla sua pittura astratto-concettuale a forma definita e autonoma, la quale ha dato vita ad un’eterogenea serie di lavori - dalla scultura, alla pittura, dall’installazione al multimedia - che ha circoscritto la precipua scelta indagativa dell’artista ad un elemento preciso in grado, però, di allargare all’infinito gli orizzonti della sua visione.

Una forma che, applicandosi come modulo infinitivo, rimodella, quindi, costantemente ogni riflessione agita tanto nella materia quanto nel colore: questa calibratura sulla frequenza variegata e variabile - per materiali, cromie e consistenze - ha lasciato poi sopraggiungere anche un lavoro con i quadri interattivi che rappresentano l’ultimissima fase produttiva dell’artista.

In questa mostra, a dimostrazione del passaggio ordinato e ordinante del suo fare, la scelta radicale è stata quella di concedere al pubblico, non le ultime novità digitali, ma di ripercorrere, con un voluto e marcato accento optical, variato sui toni del bianco e del nero, le esperienze di opere e lavori più “tradizionali” come le tele e le stoffe, i feltri, i marmi e le ardesie. Marsiglia, oltre a concedere un riassunto assai esemplificativo delle sue capacità artigianali nel senso più nobile e rinascimentale del termine, concede allo sguardo, che le percorre nell’allestimento qui pensato, di verificare la centralità dichiarativa ed operativa di questa particella in grado di alterare e rendere suscettibile ogni materia con cui viene in contatto. L’esperienza del visibile, davanti alle opere di Marsiglia, si pone come questione in grado di ampliare le possibilità enumerative e sistematiche della definizione del reale che diviene un parametro in perenne stato di alterazione evolvente.

Ad ulteriore orientamento di questo principio, il lavoro site specific pensato per le tre grandi vetrate della galleria, fornisce, legandosi alla trasparente mobilità della luce naturale, atmosferica e ambientale, di proiettarsi in conturbanti ombre geometriche che, allungandosi nello spazio interno, trovano un inedito dialogo con le opere esposte, a sottolinearne la logicità degli assunti nel rinnovamento costante del hic et nunc della partecipazione di ciascuno spettatore.

La poliedricità ampia e varia, delle complesse sfaccettature della ricerca dell’artista soncinese, qui riccamente offerta in esempi suggestivi e intriganti nella forza sempre coerente del suo linguaggio, sa trovare in questa mostra la sua tipica energia propulsiva che, nella suggestione di quei passaggi concettuali che ne marcano il senso, sta segnando la maturità artistica di Vincenzo Marsiglia.

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