August 1st - September 22nd 2019


VENEZIA (ITALY)

PALAZZO ZENOBIO - COLLEGIO MOORAT RAPHAEL


The original exhibition "Point-virgule" will arrive in Venice from August 1st to September 22nd in conjunction with the 58th Venice Biennale presented by the Romberg Arte Contemporanea gallery. Curated by Italo Bergantini and Gaia Conti, the exhibition unveils the velvety and deep touch of Toru Hamada, the famous Japanese artist, who has lived in france for many years, already appreciated in the recent solo show at the Collicola Museum in Spoleto.


In the lagoon city, at Ca’ Zenobio degli Armeni in the first floor’s room “Sala d’Attesa”, the complexity of his work is highlighted by the visual and conceptual power of the colors black and white in an elegant and balanced play of forms.

Five whites of different sizes describe a story made of silence, hiding, gradual subtraction showing the stratifications of a pictorial gesture that insists on revealing new paths.

Although, the only work dressed in black, powerful and delicate, is loaded with a pitch black - "le noir" - glimmering with a dense brightness.

The body of the canvases is composed of fanciful, lively brushstrokes, drawn with vigor, outlining a movement that originates from the motion and dynamism of the whole body "as fast as the wind, as slow as a forest" - quoting Sun Tzu from The Art of war - a way of painting that’s instinctive and thoughtful at the same time.


Sculptural paintings, that’s what they are. And their ideal core lies in the white Carrara marble sculpture, crossed by sinuous raven veins and placed in the very centre of the room.

Toru Hamada doesn’t fear the challenge of the matter and digs soft paths in the rock, where smooth and shiny parts take turn with rough and uneven sections in a tension that finds its apex in the singular firmness of the sculpture. The relationship between its forms is multiple, the geometric shapes alternate with the voids resulting in deep grooves. The work has a slow and calm outwords pace, which only the infiltration of light makes vibrant and dynamic.


Everything is like one single body that permeates one another; is like a Yin and Yang circle representing the harmony of contrasts in which light and shadow embrace themselves. Like a semicolon within a sentence, a sign that has the taste of an elegant and ancient thing, and marks exactly that moment of balance in which the beginning of a sentence and the end of the previous one meet, where the comma would not be enough and the point would be excessive.


“Point-virgule” is a moment that embodies a sensation of lightness fused in a relationship of dialectical tension, of fullness and emptiness, filled with a hint of archaic violence and childish gravitas.

An exhibition without quid pro quo, concise and sophisticated, a show with strong emotional contrasts in which the East and the West merge into an energy that expresses the quintessence of minimalism.


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La mostra inedita di Toru Hamada Point-virgule approda a Venezia dal 1 agosto al 22 settembre in concomitanza con la 58 Biennale D’Arte di Venezia presentata dalla Romberg Arte Contemporanea di Latina. A cura di Italo Bergantini e Gaia Conti, l’esposizione conduce alla scoperta del tocco morbido e profondo del noto artista giapponese, residente in Francia da molti anni, già apprezzato nella recente personale a lui dedicata al Museo Collicola di Spoleto.


Nella città veneziana, presso la Sala d’Attesa di Ca’ Zenobio degli Armeni, si innesca la complessità del suo lavoro che, in questo caso particolare, mette in evidenza la potenza visiva e concettuale del bianco e del nero in un gioco di calibrati equilibri formali.


Cinque bianchi di diverse dimensioni narrano una trama fatta di silenzi, di nascondimenti, di sottrazioni progressive che mettono in mostra le stratificazioni di un gesto pittorico che insiste fino a rivelare nuovi percorsi; mentre l’unica opera vestita di nero, potente e delicata, è carica di un buio pesto - "le noir” - risplendente di una densa luminosità.

Il corpo delle tele si compone di pennellate estrose, movimentate, stese con vigore, disegnando un gesto che si sviluppa dal moto e dalla dinamicità del corpo intero “veloce come il vento, lento come una foresta” - citando Sun Tzu de L'arte della guerra -un modo di dipingere istintivo e ponderato allo stesso tempo.


Sono quadri dal sapore scultoreo che hanno il loro centro nell’opera realizzata in bianco marmo di Carrara, attraversato da sinuose venature corvine e posta al centro della sala.
Hamada non teme la sfida della materia e scava morbidi percorsi nella roccia in cui parti lisce e lucide si alternano a sezioni ruvide e grezze in una tensione che trova il suo apice nella singolare compattezza del lavoro. Il rapporto tra le forme è plurimo, le sagome geometriche si alternano con i vuoti determinando profondi incavi. Ha un andamento piano, di superficie, lento e calmo, che l’infiltrazione della luce rende dinamico e agitato.


Tutto è uno, e si compenetra; come una ruota di Yin e Yang che rappresentano l’armonia degli opposti nel quale luce e ombra si abbracciano. Come un punto e virgola all’interno di una frase, un segno che ha il sapore delle cose eleganti e antiche, e marca esattamente quell’istante di equilibrio in cui si incontrano l’inizio di una frase e la fine di quella precedente, laddove la virgola non basterebbe e il punto sarebbe eccessivo.


Point-virgule è un “momento” che racchiude in sé una sensazione di leggerezza fusa in rapporto di tensione dialettica, di pieni e vuoti, carica di una dose di arcaica violenza e di infantile serietà.

Una mostra senza compromessi, centrata ed elegante, un’esposizione dai forti contrasti emotivi nella quale occidente e oriente si fondono in un’energia che esprime la quintessenza del minimalismo. 

info_ www.artstays.si

 

10th July - 13th September 2019


In the fabric that acts as a sum of the whole, forms, colours, lines, contours, light and surfaces are intertwined. Toru Hamada, Japanese-born artist who lives and works in Paris, and is undoubtedly one of the protagonists in international contemporary art, presents his project entitled STRATIFICATION.


The exhibition is dedicated to the future and deals with stratifications of stories, cultures, mental spaces, and various materials which are outlined in the rich vocabulary of forms and indicators, and are presented to the visitor as starting points or end points of a long journey. Upon his first visit to Slovenia, as part of the festival Art Stays and in collaboration with the Romberg Arte Contemporanea Gallery from Latina, Italy, Toru Hamada will showcase his large-format intense blue paintings with captivating collages and abstract compositions, juxtaposed by smaller glossy white monochromatic compositions, which address us through an expressive purity of their sculpting form.


We find ourselves facing intimate inner landscapes, geographies of colour and perspective, which, hidden among the creases and the strokes, reveal passions and fears, turmoil but also power, bravery, patience, and even courage in knowing how to listen to silence and not be afraid of emptiness.


It is precisely these (missing) modern-day attitudes, which we cultivate in relation to ourselves and to the Earth, that have ultimately led to the end of co-existence between man and nature and in turn, to a series of inevitable consequences. Thus, art has become the one – as Toru Hamada reminds us by means of softness and fragility, but also energy and tension that are typical of his works – to which the delicate task has been assigned of becoming a bridge between different stakeholders, and bringing us back to the root of all things, from where we will be able to re-read our future. 


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Forma, colore, campo, linea, luce e superficie si compenetrano in un tessuto compositivo totalizzante. Toru Hamada, artista giapponese di base oggi a Parigi, protagonista indiscusso del mondo dell’arte contemporanea internazionale presenta STRATIFICATIONS.


Una mostra dedicata al futuro che guarda alle stratificazioni di storie, culture, spazi mentali e materiali diversi che trovano rappresentazione in un ricco vocabolario di forme e indici che si danno all’osservatore come punti di partenza o di arrivo di un lungo viaggio. L’artista per la prima volta in Slovenia, presenta a Ptuj nell’ambito del Festival Art Stays ed in collaborazione con la Romberg Arte Contemporanea di Latina, grandi dipinti blu intensi con affascinanti collages e composizioni astratte e di contro piccole composizioni monocrome bianche abbacinanti che dialogano con la purezza espressiva della forma scultorea.


Siamo davanti a paesaggi interiori, geografie del colore e dello sguardo che nascondono tra le pieghe e le gesta e rivelano passione e paura, dramma ma anche forza, coraggio e pazienza ed il coraggio di sapere ascoltare il silenzio e non aver paura del vuoto.


Sono queste (mancate) attitudini contemporanee verso noi stessi e la Terra che hanno portato alla fine della coesistenza tra l’uomo e la natura e dunque presto a inevitabili conseguenze. All’arte, dunque, come ci ricorda Hamada con la delicatezza e fragilità ma anche energia e tensione che sono proprie del suo lavoro, il delicato compito di farsi “ponte” tra le parti e di riportarci all’origine delle cose per rileggere il nostro futuro.

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