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ROMBERG O.N.E. PRESENTA




GIOVEDI 15 APRILE 2010 ORE 18:00


un evento espositivo a cura di Gianluca Marziani

PERIODO ESPOSITIVO 15 APRILE - 15 MAGGIO 2010


LA PRIMA PERSONALE ROMANA DI STEFANO NICOLINI
UNA MOSTRA FOTOGRAFICA CHE RIVELA
UN TALENTO DEL PANORAMA CONTEMPORANEO
IMMAGINI ATTORNO AL MONDO DELLE PISCINE
DURANTE I MONDIALI DI NUOTO A ROMA
UN OCCHIO CHE PORTA LA MASSIMA QUALITÀ TECNICA
NEI VERTICI ICONOGRAFICI
UNA RIFLESSIONE CONCETTUALE ATTORNO A FORMA
DINAMISMO E COLORE
E’ LA FOTOGRAFIA NATURALISTICA CHE ENTRA
NELLA DIMENSIONE DELL’ARTE VISIVA





www.stefanonicolini.com

Il giorno lunedì 26 APRILE alle ore 19:00
verrà realizzata una speciale serata in cui
l’artista e il curatore racconteranno il progetto
in maniera discorsiva e dettagliata.

Il modo giusto per avvicinare il pubblico al lavoro,
offrendo strumenti con cui indagare
le opere in maniera empatica.



 



Reduce dal successo veneziano presso le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, sbarca a Roma il progetto “Piscine” firmato da Stefano Nicolini. Negli spazi della Romberg vedremo una selezione di opere, pubblicata nel catalogo della Silvana Editoriale (a cura di Laura Cherubini), un percorso che evidenzierà i migliori esiti di una ricerca nata nella dimensione planetaria della fotografia naturalistica.

Di cosa si parla quando si dice fotografia naturalistica? Ci si riferisce ad un settore professionale estremamente selettivo, costituito da fotografi avventurosi che varcano i confini del mondo e documentano le molteplici realtà del paesaggio, dell’universo animale e botanico ma anche del rapporto empatico che intercorre tra uomo e natura. I fotografi naturalistici usano il pianeta come luogo di rappresentazione e ricerca estetica, cercando confini estremi, frangenti mai visti, espressioni visuali fuori dalla norma. Una trentina di autori ne rappresentano oggi il panorama mondiale: e tra questi c’è appunto Stefano Nicolini, il primo ad aver spostato il tecnicismo radicale nella modulazione astratta del processo artistico. Comincia così la sfida dell’autore romano: partire dal professionismo per evidenziare la costruzione plastica degli elementi, i valori cromatici e tonali, le possibilità iconografiche, il cortocircuito dialettico che stravolge gli stilemi fotografici del reportage d’avventura.






Il progetto “Piscine” prende corpo durante i Mondiali di Nuoto 2009, un evento sportivo e mediatico che ha visto nuotatori e tuffatori nello scenario marmoreo del Foro Italico. Nicolini era un fotografo accreditato, tra coloro che potevano avvicinarsi a vasche e trampolini per costruire immagini ad alta vibrazione figurativa. Un approccio coerente con l’attitudine naturalistica del settore. L’anomalia del viaggio liquido riguardava le posture orizzontali dei corpi in corsia, il rollare centripeto del tuffo, i verticalismi floreali del nuoto sincronizzato, la natura mineralizzata dell’acqua trasparente. Ma riguardava anche l’incastro tra acqua e cielo, l’equilibrio tra strutture artificiali e corpi agonistici, la tessitura filamentosa dei contrasti luminosi, i dialoghi tra piani e fondali.




Il processo tecnico dimostra dove possono arrivare sensibilità e talento, quel punto sospeso in cui lo scatto evidenzia una dimestichezza speciale verso la luce, il movimento, l’istante, la grana, i volumi, la composizione. Al contempo, la qualità tecnica diviene volano per una nuova natura iconografica. Il naturalismo d’origine si trasforma in pura pittura fotografica, un assetto di scatto, lavorazione e stampa che universalizza la realtà sportiva, mettendola su un piano che supera la documentazione e concettualizza il realismo fotografico. Profonda, ad esempio, è la sintonia con alcune ricerche della nuova astrazione pittorica, quella che ingrandisce o rimpicciolisce il reale per darne il controcanto estetico, la qualità teorica, il livello etico dietro la fisicità in azione. Nicolini parla di valori naturali in espansione, di bellezza germogliante dentro l’arte figurativa. Una bellezza che è potenza struggente e violenta, espiazione e rinascita, impatto e rivelazione. La lezione sportiva si fonde con la lezione del paesaggio vivo: due momenti in cui l’opera riscatta i suoi valori originari, la purezza mai didascalica delle sue mitologie visive. Qui si espande il valore figurativo e universale dell’immagine, la lezione civile di un progetto che parla la lingua del cosmo e si veste con gli abiti dell’esperienza condivisa.

“Piscine” rappresenta uno dei momenti su cui si delinea l’impegno di Nicolini. Cicli passati e progetti futuri plasmano il suo tecnicismo sulle specificità iconografiche del singolo scatto. Ogni volta una definizione di stile, ogni volta una (ri)costruzione immaginifica del reale, una visuale stravolgente, un assetto che riabilita la natura della vita in movimento. La personalità dei progetti riguarda la forza di adattamento ad ogni evidenza e alle eventuali evenienze. Un impianto ideativo e organizzativo fatto di rigore, personalità e punti fermi: affinchè sia la natura a liberarsi dai confini per esprimersi con immagini dense e rigeneratrici.


Stefano Nicolini “Tonica nudità” fotografia analogica, cm100x65
Stefano Nicolini “Il nuotatore” fotografia analogica, cm 70x107
Stefano Nicolini “Vitali esclamazioni” fotografia analogica, cm 70x104


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