Romberg Arte Contemporanea

MICHELANGELO GALLIANI / HOMO et SAPIENS

curated by Italo Bergantini and Gianluca Marziani


April - September 2011

ROMBERG Arte Contemporanea - 17th floor - Latina (Italy)

Scultura in marmo statuario di Carrara e piombo dal titolo L'Assedio, di Michelangelo Galliani, cm 70x200x100

L'Assedio, 2011

Particolare della scultura L'Assedio del 2011 di Michelangelo Galliani esposta, per la mostra Homo et Sapiens, alla Romberg Arte Contemporanea di Latina
Michelangelo Galliani, scultura Sogni d'Oro, marmo statuario di Carrara e piombo di cm 35x50x50. Mostra personale in Romberg Arte Contemporanea di Latina.

Sogni d'oro, 2011

Vista della mostra Homo et Sapiens di Michelangelo Galliani, Romberg Arte Contemporanea, Latina.
Opera in marmo statuario di Carrara di Michelangelo Galliani dal titolo Autoritratto. Romberg Arte Contemporanea, Latina.

Autoritratto, 2011

Vista di allestimento dell'opera autoritratto di Michelangelo Galliani, Romberg Arte Contemporanea, Latina.
Michelangelo Galliani, Naufragio di un soldato, ciascuna opera è realizzata in marmo statuario di Carrara e piombo nel 2011. Dimensioni cm 30x30. Romberg Arte Contemporanea

Naufragio di un soldato, 2011 (each)

Michelangelo Galliani "PGR" 2009, marmo statuario di Carrara, piombo e argento, cm 42x42. Esposta in Romberg Arte Contemporanea per la mostra personale Homo et Sapiens.

PGR, 2009

Panoramica dell'opera "Cose da Turchi" di Michelangelo Galliani. Romberg Arte Contemporanea, Latina

Cose da Turchi, 2009

Una mostra di Michelangelo Galliani inaugura il nuovissimo spazio della galleria ROMBERG. Si tratta di un luogo speciale al diciassettesimo piano del grattacielo che domina Latina e il paesaggio circostante, portando le panoramiche verso Sabaudia e le isole pontine. Il segnale di Italo Bergantini è chiaro: in un momento di crisi, a pochi mesi dalla chiusura della sede romana, aprire una seconda galleria a Latina rafforza il posizionamento del marchio e completa l’attività dello spazio al piano stradale, inaugurato di recente nello stesso edificio che ospita questa felice anomalia “in altitudine”. Due luoghi, due polarità (terra e cielo), due facce (galleria-vetrina e galleria-osservatorio) di una stessa visione attorno all’arte contemporanea.

Le porte della nuova galleria si aprono oggi su Michelangelo Galliani. Le sculture in mostra, scelte per dialogare con la natura complessa di questo spazio panoramico, già danno un primo segnale sull’identità del luogo. Si cammina tra pieni e vuoti, piccole sale e aperture improvvise, zone interne ed esterne. Un disvelamento che vuole accendersi come una sorpresa per il pubblico, un viaggio silente tra le materie predilette dell’artista emiliano (marmo di Carrara, piombo, cera…) e la sua visione ideale del corpo postclassico.

HOMO… al centro dello sguardo scultoreo. La figura umana come nucleo gravitazionale che ridefinisce lo spazio nel tempo ascetico dell’opera. Uomo per Galliani significa postura della sofferenza e delle accensioni mistiche, deposizione e contrazione, abbandono ed estasi, carne dello spirito e spirito della carne. La sua scultura è muscolare e pulsante, legata ai valori motori del classico ma secondo passaggi che sentiamo attuali, vicini ai luoghi e ai corpi del nostro tempo e dei nostri codici d’appartenenza. 

SAPIENS… come la sapienza della materia plasmabile e recettiva, come l’intuizione del frammento materico, come l’occhio di uno scultore in armonia coi codici del corpo. La saggezza di Galliani si respira nella scelta dei singoli materiali, nel modo di legarli senza forzature sceniche. Senti il passo morbido dei gesti calibrati e densi, delle forme che si plasmano in maniera mercuriale, degli elementi che si incastrano in una scenografia di archetipi e lampi installativi. 

L’opera di Michelangelo Galliani è scultura spaziale che respira l’aria dei luoghi. I suoi protagonisti prendono posto negli spazi espositivi in modo armonico, quasi a mescolare la chimica dei materiali alla chimica dell’aria da abitare.

HOMO SAPIENS… perché si parte dalla prima rivoluzione evolutiva dell’Uomo, dal momento in cui corpo e pensiero trovano un dialogo a voci aperte. La stessa scultura, pensiamoci bene, rimane la voce poetica dell’uomo primordiale, il suo occhio dialettico e feroce, un discorso sulla vita con le parole silenti che solo certi materiali possono ancora ricreare.

Benvenuti al diciassettesimo piano, insieme a noi per un viaggio che comincia dall’alto. Un’altitudine del luogo che somiglia alla visione di Michelangelo Galliani, ancorata alla terra viva del corpo ma orientata in alto, verso gli orizzonti morali della riflessione profonda.

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