Romberg Arte Contemporanea

PARÁDEIGMA

curated by Italo Bergantini and Alessandro Trabucco

ALESSANDRO CACCIOTTI / BRUNO MARRAPODI / DARIO MOLINARO / 

ENRICO PITZIANTI / ALESSANDRO PROCACCIOLI

presented by 

Fabio Appetito / Andrea Lacarpia / Francesca De Filippi / Giangavino Pazzola / Katia Cappellini


June - July 2012

ROMBERG Arte Contemporanea - 17th floor - Latina (Italy)

Alessandro Cacciotti

Bruno Marrapodi

Dario Molinaro

Enrico Pitzianti

Alessandro Procaccioli -detail-

Alessandro Procaccioli

Il termine, di origine greca, parádeigma, esprime tra i suoi significati le parole “esemplare”, “esempio” e in italiano paradigma vuol dire precisamente “modello di riferimento”, “termine di paragone”.

In linea con tale terminologia questa mostra collettiva propone i lavori di cinque artisti italiani, Alessandro Cacciotti, Bruno Marrapodi, Dario Molinaro, Enrico Pitzianti, Alessandro Procaccioli, e vuole prendere come proprio “paradigma” i cinque linguaggi artistici che caratterizzano le specificità delle loro ricerche: scultura, pittura, disegno, installazione e fotografia.

Lungi dall’essere una proposta didascalica, l’idea nasce proprio dalla riflessione sulle dinamiche creative che generano le varie cifre stilistiche e le identità delle creazioni estetiche che ne scaturiscono.

I punti di riferimento storico-culturali, le eredità del passato, l’osservazione della contemporaneità ed il continuo confronto, linguistico e visivo, messo in atto dalla sempre più capillare diffusione della pratica della “condivisione” di qualsiasi cosa, anche attraverso l’utilizzo dei social network, rendono possibile la realizzazione di stimoli sempre nuovi, o perlomeno l’impossibilità di rimanere isolati in una improbabile torre d’avorio.

E’ interessante soprattutto prestare la giusta attenzione alla continuità storica ed evolutiva di queste tecniche artistiche, grazie e nonostante gli avanzamenti e le innovazioni delle tecnologie, considerandone gli sviluppi e le mutate esigenze concettuali prodotte anche dagli inevitabili e veloci “aggiornamenti” ai quali siamo tutti giornalmente sottoposti.

Il paradigma di cui tratta la mostra non è quindi riferito a riflessioni di tipo filosofico o scientifico e nemmeno si ha la pretesa di presentare punti di vista univoci e categorici, è piuttosto una presa diretta sulle modalità pratiche con le quali l’artista contemporaneo si confronta quotidianamente, quegli aspetti tecnici, formali ed espressivi che costituiscono la struttura e il corpo della propria indagine artistica, e tutto supportato ed avvalorato dalle analisi di cinque critici d’arte, Fabio Appetito, Andrea Lacarpia, Francesca De Filippi, Giangavino Pazzola, Katia Cappellini, ciascuno dei quali si dedica all’approfondimento del lavoro di un artista con una breve presentazione della tecnica che lo rappresenta.

Ciò permette una pluralità di letture che non può che arricchire le motivazioni e il dialogo tra linguaggi differenti, mantenendo una visione complessiva che sia comunque, appunto, paradigmatica, impostata sull’analisi oggettiva degli elementi che improntano le singole ricerche, diventando in questo modo dei veri e propri modelli di riferimento universali.

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