Romberg Arte Contemporanea

MASSIMO PULINI / EROICA

curated by Italo Bergantini and Gianluca Marziani


April - May 2012

ROMBERG Arte Contemporanea - 17th Floor - Latina (Italy)

Installation view, photo credits Marcello Scopelliti

ROMBERG festeggia 25 anni di attività, e 140 mostre, ospitando uno degli artisti con cui fin dagli esordi ha condiviso il cammino.

Sabato 21 aprile, nel nuovo spazio di Latina, abbiamo il piacere di invitarvi all'inaugurazione di EROICA mostra personale di MASSIMO PULINI. Per ritrovare insieme le passioni condivise e per scoprire nuove emozioni su cui progettare un futuro di ricerca e qualità.

Nature morte pittoriche con fiori… al primo impatto un soggetto impervio, difficilissimo da trattare senza cadere nella retorica di maniera, nella facile decorazione, nel citazionismo più disdicevole. In realtà si tratta di una grande sfida della pittura contemporanea, decisa a ribadire la propria centralità davanti alle necessarie memorie, alle spalle forti del passato illustre, al metabolismo dei generi che cercano un significativo rinnovamento. Massimo Pulini gioca da sempre coi generi dei secoli passati, unendo il frammento di memoria a materiali anomali (radiografie, rame, lavagna…) che diventano supporto e formula. Qui la sfida diventa ancor più radicale, dentro una tematica che pochissimi calibrano a misura. Il risultato parla di opere che rompono il vincolo spaziotemporale, visioni realistiche eppure mentali, così ovvie da rompere la coscienza del passato e ricreare la dimensione altra di un eterno presente.

Dice l’artista: I fiori sono eroi. Viene dal fiore l’esempio di un riscatto individuale sopra il ritmare cadenzato delle foglie o l’esercito di fili d’erba. Esplode improvviso come un canto rivolto alla luce, nella più nitida intonazione eppure oltrepassa ogni ottava. Il fiore si offre ai sensi al pari di una innamorata, senza riserva alcuna, nella determinazione che contiene il languore e la più esposta fragilità.

EROICA parla di composizioni floreali che occupano il campo pittorico, prendendosi il primo piano dell’immagine, senza alcuna timidezza, con la centralità delle forme sicure e significative. Quei fiori sembrano ribadire la propria universalità biologica e l’eterno valore poetico, al centro di visioni colte e consapevoli, ricche di sfumature che coinvolgono il titolo di ogni quadro ma anche la tipologia di fiori, gli accostamenti cromatici, le sfumature ultime, il rapporto col fondale monocromo.

Dice l’artista: Nel ciclo della pianta il fiore è il giovane genio che muore precocemente, dopo aver lasciato un segno supremo di invenzione, dopo aver spiazzato il canone, la norma. Non vedrà il compiersi della vittoria, il frutto del suo sforzo, atletico ed etico, è perennemente postumo. Il cosmo stesso sembra superare i propri limiti nel fiore: diviene scultore estroso, che modella forme imprevedibili e pittore sublime che accorda colori non annunciati. Consistenze e superfici aggiungono, nella materia di quest’opera profumata, turgori ed estenuazioni, così come vi si trovano occasioni infinite ai simboli e al racconto dell’esistenza umana. Attraverso i fiori il mondo allestisce la propria danza di corteggiamento alla vita.

Non c’era arte prima dei fiori e non ci sarà arte dopo di loro.

Difficile spiegare la differenza tra una natura morta sbagliata e una riuscita. Bisogna far lavorare la vista e il pensiero, diventando fruitori emotivi e al contempo cerebrali, lungo una miscela di istinto e cultura che innalza la pittura al suo rango di merito.

La pittura è il vero eroe della creazione visiva.

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